domenica 1 settembre 2024
mercoledì 7 agosto 2024
venerdì 14 ottobre 2022
Condivido articolo informativo 2022: Socotra è un luogo difficile da raggiungere e costoso, ma ne vale dannatamente la pena!
FORSE IL POSTO PIÙ STRAORDINARIO AL MONDO
Condivido questo articolo di Eleonora Sacco perchè aggiornato al 2022.
Non che nel 2010 quando decisi di pubblicare il blog su questa isola remota, in coincidenza con lo scoppio della guerra, la situzione fosse molto diversa ma, per chi intendesse recarsi ora, può trovare suggerimenti recenti evitando ulteriori sorprese.
lunedì 14 febbraio 2022
Socotra, l'ultimo spettacolo incontaminato del pianeta, come una frontiera, sta per cadere nelle mani di UAE
Le ultime notizie sugli interessi degli UAE sembrano intensificarsi.
E ciò dovrebbe lasciarci tutti sgomenti.
Se anche l'unica meravigliosa isola incontamionata del pianeta sta per cadere ai piedi degli interessi economici con il totale disprezzo per la sostenibilità ambientale, la difesa del pianeta, l'ecosotenibilità e beh si, allora possiamo dire che queste sono tutte chiacchere che i governi si raccontano ai summit e poi nella realtà, di fronte a fatti come questi, l'interesse economico dei più ricchi prevale e si preferisce girare la testa dall'altra parte.
mercoledì 24 marzo 2021
Crisi umanitaria Yemen - estratto da Marta Serafini 22 marzo Corsera
La crisi umanitaria dunque non si ferma, con oltre 18.557 vittime civili segnalate tra marzo 2015 e novembre 2020, 4,3 milioni di sfollati e una forte recessione economica che ha lasciato più di 24,3 milioni di persone (80% del popolazione) bisognosa di assistenza umanitaria. Solo nel 2020 i fronti sono aumentati da 33 a 49, provocando 172mila nuovi sfollati interni in un anno. In totale oggi sono 4milioni gli sfollati interni, di cui il 76% sono donne e bambini. Il conflitto è la causa della povertà e miseria cronica in cui vive il paese da anni, a questo si aggiungono le inevitabili conseguenze di una totale assenza di controllo statale, servizi infrastrutturali inefficaci o inesistenti, carenza di beni primari come acqua, cibo e medicinali. Secondo la comunità internazionale, nel 2021 si prevede che 16,2 milioni di persone nello Yemen dovranno affrontare alti livelli di insicurezza alimentare acuta.
«Il sistema sanitario nazionale è al collasso», è l’allerta lanciata da Medici Senza Frontiere. La popolazione non ha accesso a cure mediche di base e servizi essenziali e la situazione è aggravata dalla crisi economica e problemi di sicurezza. «A Taiz (altro fronte dello scontro tra i ribelli Houthi e i gruppi separatisti fedeli al governo di Aden, ndr) i civili sono esposti a colpi di mortaio, mine, tiro di cecchini. E gli ospedali sono bersaglio in piena violazione del diritto internazionale», spiega al telefono Marco Puzzolo, coordinatore di Msf, unica organizzazione umanitaria che ha mantenuto lo staff internazionale sul campo a Taiz. Dall’inizio dei combattimenti nel marzo del 2015, le strutture di Msf sono state colpite 6 volte, ma da allora i team di MSF hanno trattato più di 80 mila pazienti. «Uno dei più grossi problemi è che nella maggior parte degli ospedali le cure non sono gratuite e a causa di svalutazione e disoccupazione quasi nessuno può permettersi le cure», spiega ancora Puzzolo. Il conflitto impedisce alla popolazione di accedere ad acqua potabile e cure tempestive, e malattie curabili e prevenibili diventano cause di morte. Tra queste ci sono epidemie di morbillo, colera o decessi in gravidanza. .
Ma non solo. Anche il Covid mette a rischio la popolazione. In Yemen, il primo caso di COVID-19 è stato accertato il 10 aprile 2020. La situazione è molto diversa tra nord e sud del paese: le autorità nel nord non riportano né confermano casi. A sud, informazioni sui contagiati sono rese pubbliche giornalmente e, sebbene in forma molto limitata, vi è capacità di testare la popolazione. «I dati disponibili parlano di un tasso di letalità attorno al 25%, vale a dire che una persona su quattro che contrae il virus muore. Vi sono stati alcuni tentativi di lockdown e le organizzazioni umanitarie continuano a diffondere messaggi su buone pratiche di igiene e misure di prevenzione, ma in una società fortemente comunitaria dove le persone vivono per strada e sopravvivono alla giornata con lavori saltuari in mercati, strade e luoghi pubblici, risulta difficile applicare qualsiasi tipo di misura contenitiva. Mentre il numero dei casi ha ripreso drammaticamente a salire da fine febbraio 2021, vi è preoccupazione per la capacità di tenuta del sistema sanitario, che sei anni di conflitto hanno portato molto vicino al collasso e che un aumento incontrollato dei contagi rischia di travolgere inesorabilmente», sottolinea Stella Pedrazzini, coordinatrice programmi Nord Yemen di Intersos, una delle organizzazioni internazionali che non ha abbandonato il paese dopo l’inizio del conflitto.
In questo quadro lo scorso 16 marzo, l’inviato speciale delle Nazioni Unite per lo Yemen, Martin Griffiths, ha avvertito di un «drammatico» deterioramento del conflitto nel Paese, sollevando l’allarme per l’espansione dei combattimenti su piu’ fronti e un peggioramento della crisi umanitaria. Parlando a un briefing mensile del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, Griffiths ha dichiarato che «le forze di entrambe le parti hanno subito pesanti perdite in questa battaglia inutile», ha dichiarato Griffiths, condannando i rapporti «scioccanti» di «bambini sempre più coinvolti nello sforzo bellico e privati del loro futuro». Griffiths ha anche lanciato l’allarme per l’aumento degli attacchi transfrontalieri nelle ultime settimane, sottolineando la preoccupazione che gli attacchi missilistici e di droni abbiano preso di mira le infrastrutture civili e commerciali nella vicina Arabia Saudita e intorno alla capitale dello Yemen, Sana’a, controllata dagli Houthi.
domenica 31 gennaio 2021
Caro Renzi, forse prima di
Caro Renzi,
forse prima di elogiare il nuovo Rinascimento avresti dovuto fare una visita a Sanaa per renderti conto di cosa è avvenuto negli ultimi anni.
Poi dopo che ti sei informato su quello che è successo in Yemen puoi anche elogiare il nuovo Rinascimento.
Il pressapochismo regna sovrano
martedì 10 settembre 2019
Yemen, la foto shock dei bambini a scuola nell’edificio distrutto dalla guerra
lunedì 4 dicembre 2017
Pare che gli Houthi abbiano ucciso Saleh
mercoledì 18 gennaio 2017
mercoledì 7 settembre 2016
domenica 1 novembre 2015
Della serie "le disgrazie non vengono mai sole"
Riportiamo alcune video testimonianze
Chapala colpisce Hadibo, la "capitale" dell'isola
ecco l'immagine satellitare del passaggio del Ciclone Chapala
giovedì 16 luglio 2015
mercoledì 1 luglio 2015
Viaggiare oggi
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venerdì 12 giugno 2015
Bombardamenti
quando finirà?
Purtroppo quello che si temeva sta avvenedo: stanno distruggendo uno dei Patrimoni mondiali dell'umanità.
Una vergogna se consideriamo che dietro ci siamo noi occidentali con gli americani in prima lineaa.
Prepariamoci alla distruzione dell'umanità perchè più nessun valore ha rispetto.
Qui un reportage del Corriere della Sera sulle ultime atrocità
http://www.corriere.it/reportages/esteri/2015/yemen/
Hanno distrutto anche questo
lunedì 6 aprile 2015
Yemen e Socotra
A gennaio del 2010, esattamente l'8 gennaio, ero rimasto l'unico turista insieme agli inviati di Rai 2 e Rai 3 all'Hotel di Soraya, https://www.facebook.com/burj.alsalam, http://www.burjalsalam.com/, nel centro di Sanaa.
La città era stata evacuata ma, posso assicurare, non si correva alcun rischio e gli yemeniti erano tra le persone più cordiali e i più ridevano quando si citava che gli americani bombardavano il sud del paese per la presenza di Al Qaida (era appena stato arrestato il giovane addestrato nei campi di Al Qaida coinvolto nel tentativo fallito di far saltare il volo Amsterdam a New York swl 30 ottobre 2009).
Tutto il resto del mondo resta, come gli spettatori di un film di cui si conosce la trama per averla già vista in precedenti reality, (tuttora in corso, vedi la Siria), a vedere come verrà ridotto questo paese e il suo popolo (a mio avviso troppo dedito al qat).
OCHA: Yemen escalation conflict
In the last 24 hours, air strikes hit Aden, Al Dhale’e, Sana’a, Sa’ada, Al Hudaydah and Hajjah Governorates.
According to local sources, one strike in Sa’ada killed eight civilians in the Al Anad area; impact reports from air strikes in other areas were unclear as of 10.00. Armed clashes also continued in the south. In Aden, fighting intensified and was spreading towards residential areas of Al Ma’ala and Tawahi Districts. Clashes involved bombardment of residential districts; four residential buildings in Ma’ala were reportedly destroyed. Bridges connecting two major roads from Aden to neighbouring areas have also been damaged. In Abyan, clashes were reported in Lawder and Zinjibar Districts. In Al Dhale’e, a party to the conflict has reportedly seized three hospitals and evicted patients; snipers are reportedly firing from the building. According to international humanitarian law, all parties to conflict must refrain from targeting civilian infrastructure. Commandeering civilian infrastructure for military purposes is also prohibited.
Casualties
According to the lastest estimates from the World Health Organization (WHO), 549 people were killed and 1,707 injured by violence between 19 March and 3 April. This includes at least 217 civilian deaths and 516 civilian injuries, many of which occurred in bombings against two mosques in Sana’a on 20 March. Civilian casualty estimates are frequently underestimates, as many people do not have the means to seek treatment in hospitals, and families may bury their dead before reports can be collected. All parties to conflict are bound by international humanitarian law to do everything in their power to avoid civilian casualties.
Displacement
Displacement continues to be reported, but no verified overall estimates are available. Increasing numbers of people from Sa’ada and Sana’a are reportedly moving to Amran Governorate; local partners estimate that up to 4,000 IDP families (28,000 people) have arrived in Amran since the crisis began. In the south, more displaced people continue to arrive in Abyan. IDPs in Abyan have now reportedly moved into four more schools and are currently occupying eight schools in total (four in Zinjibar and four in Khanfir). A more detailed breakdown of current displacement estimates will be provided in the next Situation Report.
Priority humanitarian needs
Needs remain concentrated in mass casualty management, protection and WASH; vulnerable IDPs also require food and NFIs. In Aden, ensuring a reliable water supply is an urgent priority. Diesel shortages continue to threaten water networks; supplies of the Local Water and Sanitation Corporation will likely run out in several days. Emergency supplies of 35,000 litres have been provided; the Corporation reportedly requires 400,000 litres per month. The main water pipe serving two main Districts (Ma’ala and Tawahi) has been damaged by shelling. Repair efforts are under way, but partners are concerned at the potential for repeated damage due to its location in a conflict area. In Zinjibar District (Abyan), electricity has been restored, meaning water networks are functioning again. Food prices are reportedly still rising in major cities, including Aden, Sana’a, Taiz and Hudaydah. Access and humanitarian response Access Ongoing conflict and air strikes continue to restrict humanitarian access. Partners are working to import critical supplies – mainly to support hospital services – and deploy emergency medical teams. Authorization for two aid flights was reportedly obtained today. A third flight remains in Djibouti awaiting authorization. Assessments Humanitarian partners are mobilizing to conduct rapid needs assessments in areas where security conditions permit. Rapid assessments are slated to begin around 9 April in Hajjah, Aden, Lahj, Abyan and Al Dhale'e Yemen: Escalating Conflict Flash Update 4 | 6 April 2015 (10.00) emen Escalating Conflict | Flash Update 4 | 2 United Nations Office for the Coordination of Humanitarian Affairs (OCHA) Coordination Saves Lives | www.unocha.org Governorates. In Sa’adah, a team is ready to undertake a rapid needs assessment once local authorities clear the mission. Plans are also under way for assessments in Sana’a and Amran. More details will be provided in the next Situation Report, which will also provide an operational update on cluster response. OCHA will issue a Flash Update every day and a full Situation Report every five to seven days.
For more information, contact:
Mr. Erich Ogoso, OCHA Yemen Public Information Officer, ogoso@un.org, +962 7 95203158
domenica 5 aprile 2015
lunedì 12 gennaio 2015
Come Al-Qaeda ha addestrato e globalizzato la jihad dallo Yemen

L’imam Anwar Al-Awlaki
sabato 10 gennaio 2015
Nel sud est dello Yemen campi di addestramento di Al Qaeda. Con gli Yemeniti non hanno nulla a che fare!
LA COSTOLA DI AL QAEDA NELLO YEMEN HA UNITO LE CELLULE DEL GOLFO A QUELLE AFRICANE - IL CAMPO DI SHABWA, DOVE E’ STATO ANCHE KOUACHI, E’ UNO DEI CAMPI MEGLIO PROTETTI E GESTITI FRA QUELLI CREATI SU MANDATO DI BIN LADEN, PER SOSTITUIRE LE BASI PERDUTE IN AFGHANISTAN - - -
Bin Laden scelse lo Yemen perché Abu Ali al-Hariti e Muhammad Hamdi al-Ahdal vi misero a segno l’attacco alla nave Usa USS Cole nel 2000 dimostrando di voler rivaleggiare con le cellule afghane - La risposta degli Stati Uniti nello Yemen sono i raid con i droni ma i centri di addestramento si sono moltiplicati…
lunedì 25 agosto 2014
Orgoglio di un popolo nel silenzioso passaggio del tempo
fanno economia, tra profumi di incenso e foglioline di qat... Il passato e’ presente, il tempo e la storia si sono fermati... i collezionisti e gli artigiani in sosta nelle ruine degli antichi caravanserragli negoziano oggetti di valore..mentre gli uomini avanzano al richiamo del muezzin alla preghiera: indossano al-jambiya, il pugnale a punta ritorta che e’simbolo di virilita’, onore e potere. Gioiello e vera arma letale , ma e’ molto di piu’.. e’ tradizione, eredita’familiare.. identita’ e appartenenza ad una millenaria societa’ tribale.
Gli Sceicchi, saggi e influenti uomini di potere, vestono il pugnale piu’ prezioso, la cui impugnatura e’rivestita di un corpo vivente, le corna di rinoceronte, che continua a “crescere”anche dopo essersi materializzato nella jambiya sviluppando lucentezza, emettendo una luce che assume col tempo un significato spirituale, tesoro di chi ha gelosamente custodito il pugnale e ha tramandato la tradizione ai posteri.
Ogni jambia vive la sua storia personale.. e’ medicina: secondo leggende antiche ha salvato gli uomini dal veleno dei serpenti. E’magia: molti credono che faccia brillare la pelle del viso. E’ creativita’ evolutiva di un mestiere artigianale antico, in una terra dove la modernita’ eredita la tradizione in un incontro calzante... i bambini attendono con ansia il giorno in cui sfoggeranno la loro spada!
Poco importa l’uso che ne fai. Puoi sfoggiarla orgogliosamente danzando, puoi usarla per tagliare se non hai nient’altro, puoi minacciare, difenderti, uccidere ingiustamente... ma se la indossi sei un uomo valoroso. Se non la indossi non sei un vero uomo!
I wrote this brief piece about Yemeni Jambiya for an Italian megazine in 2010
photo: Ali Monassar
Photo: Dany Eid Photographytesti della mia cara amica Soraya Monassar


















