SOQOTRA

An important source of biodiversity, 75% of the island’s land area consists of protected sanctuaries and parks,

Spectacular scenery,

An untouched wonderland.



lunedì 4 dicembre 2017

Pare che gli Houthi abbiano ucciso Saleh

Domenica 3 dicembre, dopo tre anni di guerra, l’ex presidente aveva fatto segnare “una svolta” importante, annunciando l’intenzione di rompere l’alleanza con i ribelli separatisti che hanno rovesciato Sanaa e aprendo al dialogo con i sauditi se solo avessero tolto l’embargo che sta mettendo oltre venti milioni di civili in condizioni umanitarie critiche. La questione non è da poco: gli Houthi sono una setta sciita che ha collegamenti con l’Iran, mentre il governo in Yemen è considerato un cortile casalingo dall’Arabia Saudita. Su questi presupposti si è basato l’infruttuoso intervento militare con cui due anni fa Riad ha cercato di respingere gli Houthi, che invece sono stati via via più sostenuti da Teheran.
Poco prima che la notizia dell’uccisione di Saleh si diffondesse – prima attraverso siti russi e iraniani, e con smentite da parte dei media del Golfo, poi alla fine, davanti ai video del corpo dell’ex presidente girati dai ribelli, confermata anche da Al Arabiy si pensava che se Saleh molla gli Houthi, si apre nel lungo periodo una luce verso la soluzione del conflitto. È vero che nel 2014 i ribelli sono stati in grado di conquistare da soli gran parte del territorio che ancora controllano, ma l’hanno fatto anche con l’appoggio di Saleh, soprattutto perché gran parte dell’esercito yemenita era (in estrema sintesi) diviso se essere lealista nei confronti dell’ex presidente, uno dei padri dello Yemen per come lo conosciamo, oppure allinearsi con Abdrabbuh Mansour Hadi, presidente attuale, filo-saudita, deposto dalla rivolta”. 
Per gli Houthi, Saleh era stato necessario anche dal punto di vista politico, “li ha trasformati in attori in grado di amministrare il territorio controllato e resistere all’avanzata della coalizione che i sauditi gli hanno lanciato contro: senza Saleh sono come Talebani”. ” E infatti all’annuncio che Saleh li stava lasciando, gli Houthi hanno reagito proprio come Talebani, mettendo a ferro e fuoco Sanaa (dove Saleh ha il suo regno). Si muovono per uccidere tutti i lealisti di Saleh e Saleh stesso possibilmente”. Un’analisi quasi profetica viste le notizie uscite ore dopo.
Adesso l’aspetto interessante, nonostante la vendetta Houthi abbia ucciso l’ex presidente, è capire chi, dopo anni di tentativi, l’aveva mosso a mollare i ribelli e aprirsi verso i sauditi. Potrebbe esserci lo zampino dei russi...
Nello Yemen l’Iran sta dietro agli Houthi, gli ayatollah potrebbero aver cercato di forzare a suo favore gli equilibri con la Russia, ma il rischio adesso è che lo Yemen diventi un teatro dove la guerra saudita contro l’Iran aumenta di intensità.
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mercoledì 18 gennaio 2017

Combattenti yemenite


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mercoledì 7 settembre 2016

domenica 1 novembre 2015

Della serie "le disgrazie non vengono mai sole"

Oltre alla guerra in corso in Yemen e lo Stato della penisola arabica e, in particolare, l'isola di Socotra sono stati devastati dal più potente Cyclone  della storia, denominato "Chapala",  abbattutosi a quelle latitudini il primo novembre 2015. Mai, almeno da quanti vivono nell'isola ricordino, un ciclone così devastante aveva colpito l'isola. Centinaia le case distrutte, molti feriti, alcuni abitanti che non hanno potuto raggiungere le grotte e le caverne, hanno perso la vita.

Riportiamo alcune video testimonianze



Chapala colpisce Hadibo, la "capitale" dell'isola



ecco l'immagine satellitare del passaggio del Ciclone Chapala


mercoledì 1 luglio 2015

Viaggiare oggi

racconti di viaggio ci sono sempre stati, da quando esiste l’uomo esiste il fascino dell’ignoto, della scoperta di luoghi mai visti prima. La Storia ci offre molti esempi di viaggiatori i cui resoconti furono spesso di importanza straordinaria per la diffusione della conoscenza, basti pensare al grande esploratore Ibn Battutaed alle sue narrazioni. Oppure a Zhang Qian che trascorse diversi anni della sua vita in avventurose peripezie lungo la Via della Seta, portando per la prima volta in Cina conoscenze di prima mano dell’Asia Centrale. Ed ancora i mercenari portoghesi diventati protagonisti nel Sud-Est asiatico, la cui sola presenza deponeva sovrani. Infine il nome più celebre, Marco Polo, agiato rampollodell’epoca la cui credibilità è a volte messa in dubbio. Ma oggi cosa succede?

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venerdì 12 giugno 2015

Bombardamenti

L'Arabia Saudita bombarda lo Yemen!
quando finirà?

Purtroppo quello che si temeva sta avvenedo: stanno distruggendo uno dei Patrimoni mondiali dell'umanità.

Una vergogna se consideriamo che dietro ci siamo noi occidentali con gli americani in prima lineaa.

Prepariamoci alla distruzione dell'umanità perchè più nessun valore ha rispetto.

Qui un reportage del Corriere della Sera sulle ultime atrocità

http://www.corriere.it/reportages/esteri/2015/yemen/

Hanno distrutto anche questo